L' Antologia

Poesie

MARIO MACIOCE, autore fiorentino, ha fatto studi classici ed è laureato in ingegneria. E' appassionato cultore della poesia fatta di metrica, di ritmo e di musicalità. Nell'ambito dell'Accademia Alfieri di Firenze, dirige il Laboratorio di Poesia del "Fuligno" e si occupa della rivista "Il Dolce Stile Eterno", supplemento dell' "Alfiere", organo ufficiale dell'Associazione. Nel 2000 ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo "Canzoni di parole".

 

Ballata triste

Sulla cresta dell'onda
corrono i miei pensieri
con la realtà di ieri,
tanto vera, profonda e primordiale
e l'ansia del domani;
e serro in uno spasmo le mie mani
così, per farmi male
e non sentire quello che ho nel cuore,
tutto il dolore
per tanti sogni inutili, spezzati.

Perché siamo tornati
ancora a passeggiare lungo il molo
se non mi vuoi più bene
e resto solo?

Quelle ore trascorse
così dolci e fatate
che tu hai dimenticate
e parli, parli e forse non ti ascolti
e poi ti fermi intenta,
ma l'onda non si ferma e scorre lenta
sui miei sogni sconvolti;
e va dall'orizzonte alla marina
e si avvicina
con quei riflessi vividi, incantati.

Perché siamo tornati . . .

La bianca spuma va
tra gli scogli roventi
tormentati dai venti,
vigili e saldi là di fronte al mare;
io ti porgo la mano
e tu non la rifiuti, ma lontano
quasi ti sento andare,
seguendo chissà dove i tuoi pensieri,
freddi e insinceri
come la notte dei ricordi ingrati.

Perché siamo tornati . . .

Un alito di brezza
ci porta di lontano
un dolce suono strano
ch'è quasi una carezza del passato:
la musica stonata
di una canzone ormai dimenticata;
ora trattengo il fiato,
ma si è spenta pian piano, dolcemente
e non rimane niente
a riempire gli spazi dilatati.

Perché siamo tornati
ancora a passeggiare lungo il molo
se non mi vuoi più bene
e sono solo?

* * *